Aspetti Psicologici

Problemi psicologici e psicopatologici

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Comportamenti e meccanismi di difesa nel bambino malato cronico


L'ospedalizzazione sottopone il bambino di qualunque età  all'insorgenza di sentimenti di insicurezza o di ostilità  e ad uno stato di «deprivazione» per cui si assiste ad un impoverimento della sua personalità . Così succede che limitazioni imposte dall'ambiente quali le restrizioni del gioco possono rimuovere la valvola di sicurezza necessaria al bambino per scaricare l'ansia e i sentimenti spiacevoli facendolo fantasticare eccessivamente per far fronte agli eventi della nuova situazione. Così il gioco e le attività  scolastiche dovrebbero essere essenziali per un malato cronico. Il gioco gli permette di esprimere e di rivivere i suoi conflitti e le sue angosce profonde con la frequente inversione dei ruoli e la canalizzazione delle cariche aggressive; la scuola serve a mantenere il legame con la vita «normale», che si svolge al di fuori dell'ospedale, a dare un significato, un ordine alla sua giornata, a dare una speranza di continuità. Di fronte allo sconvolgimento delle sue abitudini il bambino si trova spesso disorientato, perde la sua sicurezza, costituisce dei nuovi meccanismi di difesa e risponde all'ansia che lo avvolge in maniera personale. Altre comuni difese come l'isolamento, la razionalizzazione, la rimozione e la proiezione (su persone o cose del mondo esterno) sembrano tutte poter essere di aiuto al bambino per far fronte alla sua realtà . I meccanismi di difesa che più sembrano danneggiare lo sviluppo della personalità  sono la regressione, il meccanismo di fuga dalla realtà  e l'isolamento portando da un lato a comportamenti più infantili e dall'altro a limitare i suoi interessi e i suoi rapporti sociali. Durante i periodi di lunga ospedalizzazione i più piccoli possono giungere alla perdita del controllo del proprio corpo che viene manipolato come un oggetto, con conseguente ritorno a livelli di sviluppo precedenti. Nell'età  scolare il bambino malato cronicamente comincia a rendersi conto della differenza che esiste tra sè e i suoi compagni nella attività  fisica, nella dieta, nel comportamento. Si notano così assai di frequente difese di tipo fobico, che portano ad autosacrificarsi per la malattia; tali difese vengono usate da questi bambini insieme con altre norme disciplinari rigidamente applicate, quasi fossero reazioni all'idea di subire passivamente un torto. I bambini ospedalizzati devono sempre essere costantemente orientati al nuovo ambiente ed alla vita che in esso si conduce. Molti di loro ad esempio in casa dormono con una piccola luce, oppure vengono accompagnati dai genitori ogni qualvolta si recano al bagno; mantenere questa abitudine anche nel reparto è molto importante, così come è necessario non far sentire al bambino l'obbligo del letto che può assumere il significato di uno strumento di contenzione. Quindi bene aiutare il bambino a mantenere il senso della normale routine e lasciarlo libero fuori dal letto più tempo possibile. L'esame dei disegni dei bambini ricoverati si è rivelato un utile mezzo di indagine e di abreazione per le fantasie conscie ed inconscie che possono esservi rappresentate; la presenza di segni patologici (ospedale, strumenti medici, dottori, infermieri, organi) e non patologici (paesaggi nei bambini piccoli, streghe, mostri e fantasmi nelle età  successive) aiuta a valutare il livello di gravità  del disagio psicologico.

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