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QUALE ACQUA POSSIAMO BERE ?.

Desidero riprendere un discorso iniziato sul forum riguardante la qualità dell’acqua sia potabile che minerale.

Una premessa. Una persona sana, senza particolari patologie o disturbi può senza problemi utilizzare indifferentemente acqua erogata dagli acquedotti o imbottigliata.

Quando però siamo in presenza di malattie che coinvolgono stomaco, fegato e reni, si pone il problema di quale acqua bere per non incorrere in effetti indesiderati o che nel migliore dei casi può addirittura migliorare la condizione clinica del malato.

ACQUE POTABILI.

Recentemente sono stati pubblicati i resoconti di alcune analisi eseguite sulle acque potabili di alcune città italiane.

Leggendo la stampa nazionale c’è da rimanere quantomeno perplessi:

dal corriere della sera  -acqua contaminata da un rubinetto su quattro-

                                     inchiesta università di Napoli 2008

da altroconsumo          -acqua pulita-

                                     inchiesta altroconsumo 2006

Le analisi portano dunque ad una lettura opposta. Chi ha ragione?

Guardando i dati dell’inchiesta del 2006, a mio avviso se in qualche caso si può stare tranquilli, in altri come ad Avellino, Bologna, Bolzano, Brescia, Catanzaro, Como, Cremona, Firenze, Genova, Lodi, Milano (ovunque), Napoli (ovunque), Palermo, Sondrio e Torino, si determina la presenza di solventi e trialometani (residui di origine industriale o da un processo di clorazione delle acque non ottimale), e poi ancora alluminio, nichel, arsenico, cromo.

Roma si può consolare, non ha metalli o inquinanti, in compenso ha (come Napoli)  una durezza elevata, entro le indicazioni di legge (il limite non è fissato), ma senza un addolcitore presto o tardi si presenteranno problemi di incrostazioni.

Quindi sarebbe opportuno conoscere le analisi dell’acqua erogata dal nostro acquedotto.

Per quanto mi risulta i dati sono pubblici e reperibili presso gli uffici comunali, se poi, come nel  caso della SN presentiamo un certificato medico non possono opporre un rifiuto.

A questo punto potrebbe sembrare complicato leggere il certificato di analisi, ma vediamo quali sono i punti importanti.

Innanzi tutto esistono parametri di routine, controllati regolarmente, ed altri di controllo di verifica, determinati con cadenze di tempo più ampie, ovviamente tutti devono rientrare nei limiti di legge, però per alcuni viene indicato un valore consigliato, non vincolante e sono: la durezza, il residuo secco a 180° (valori elevati sono indice di alti contenuti di sali minerali disciolti) ed il disinfettante residuo, che abbiamo visto origina sottoprodotti inquinanti. Va da se che questi devono essere quanto più possibile distanti dai valori di riferimento.

Tutti le analisi riportate sul certificato sono importanti, ma alcune hanno una valenza particolare, come i cloruri che indirettamente indicano il contenuto di sodio (che sulle acque potabili non viene analizzato come tale) quindi sconsigliate in caso di ipertensione.

Poi solfati, che soprattutto se abbinate al magnesio interferiscono con l’assorbimento osseo del calcio ed hanno un effetto lassativo.

Inoltre i nitrati e nitriti che sono un indicatore dell’inquinamento dei terreni e che devono essere assenti, anche se è difficile trovare un’acqua priva di nitrati.

C’è infine il problema dei metalli tossici le cui analisi non sono reperibili se non attraverso gli studi di cui abbiamo parlato all’inizio.

ACQUE MINERALI

(dal sito dell’ADUC)

Acqua minerale: "Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute."

Un po' di dati
252 marche acque minerali, 10,2 miliardi di litri all'anno bevuti da 38 milioni di italiani, 178 litri a testa pari al 65% della popolazione, 2,84 miliardi di euro di fatturato e il primato mondiale di produzione.

Tra le minerali le differenze di prezzi hanno dello sbalorditivo: da 0,50 euro (968 lire) a  0,09 euro (174 lire).
Nutriamo dei dubbi che le differenze qualitative influiscano così pesantemente sul prezzo (+455%). Si paga il nome, ovviamente.

Le caratteristiche
Oltre che essere prive di germi pericolosi per la salute e non aver bisogno, quindi, di essere "disinfettate" con la clorazione, le acque minerali presentano caratteristiche diverse in relazione alla loro composizione in sali minerali, oligoelementi ed altre sostanze. Una prima valutazione viene effettuata calcolando la quantità di minerali presente in un litro di acqua che viene fatto evaporare a 180 gradi: quello che rimane e' il residuo fisso. In base a questo parametro le acque minerali si suddividono in:

1. minimamente mineralizzate (residuo fisso fino a 50 mg/l);
2. oligominerali (residuo fisso fino a 500 mg/l);
3. mediominerali (residuo fisso tra 500 e 1.500 mg/l);
4. ricche di sali minerali (residuo fisso oltre 1.500 mg/l).

Minore è il contenuto in sali minerali più l'acqua sarà "leggera"; quelle più ricche sono anche più sapide.

Le etichette
E' importante leggere molto bene le etichette ( questo vale sempre quando si fa la spesa ) nel comprare e scegliere la nostra acqua da tavola.
E' importante soprattutto perchè la beviamo tutti i giorni e sapere qual'è più indicata a noi può tornare utile sia per curare sia per evitare problemi (a lungo andare).

 

Le acque oligominerali sono quelle più diffuse e le più adatte alle nostre tavole. Hanno un residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg per litro.
Sono consigliate a chi soffre di ipertensione arteriosa perché contengono poco sodio; ma sono sconsigliate a chi soffre di gastrite o ulcera perché hanno spesso un più elevato grado di acidità.

Le acque mediominerali, invece, hanno un residuo compreso tra i 500 e i 1500 mg per litro; e hanno indicazioni diverse a seconda del minerale che prevale nella loro composizione:

1) quelle solfate sono consigliate a chi ha problemi di fegato;

2) quelle solfato-calciche sono consigliate a chi ha il colesterolo alto;

3) quelle bicarbonatiche sono consigliate ha chi ha problemi digestivi;

4) quelle cloruro-sodiche sono consigliate a chi soffre di stitichezza; ma sono però sconsigliate a chi ha problemi renali e di ipertensione.


L’abbiamo detto molte volte, per i nostri bimbi, acqua oligominerale a basso contenuto di sodio o se vogliamo aiutare la carenza di calcio dovuta al cortisone: acqua con più di 300 mg di Calcio, ma che sia Calcio carbonato !

Concludendo una domanda ricorrente è: quanto bere? A mio parere si deve compensare la quantità di liquidi eliminati con l’urina e la traspirazione.

Al proposito, tutte le acque fanno fare “plin plin”. L’effetto pulizia interna è dovuto alla quantità non alla qualità dell’acqua bevuta.

Un abbraccio, Andrea nonno di Chiara.

Riferimenti

http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_12/acqua_contaminata_pappagallo_e5be0fe6-3ebf-11de-914a-00144f02aabc.shtml

 

http://www.altroconsumo.it/acqua/altroconsumo-inchiesta-su-acqua-pulita-quella-del-rubinetto-in-35-citta-e-buona-e-sicura-s107612/alimentazione-p12070.htm

 

http://www.altroconsumo.it/acqua/qualita-dell-acqua-potabile-inchiesta-in-35-citta-s108232.htm

 

http://www.aduc.it/dyn/sosonline/schedapratica/sche_mostra.php?Scheda=119829

 

http://www.rosacroceoggi.org/testi/etichettaacqueminerali%5B1%5D.pdf

 

(per leggere il rapporto di altroconsumo occorre registrarsi e digitare in “cerca” Altroconsumo 194).

 

Andrea Pizzo

Vicepresidente ASNIT onlus